sabato 13 febbraio 2010
Hamba Nahti
"Hamba nathi Mkhululi wethu,
hamba nathi Mkhululi wethu.
Mkhululi, Mkhululi, Mkhululi wethu,
Mkhululi, Mkhululi, Mkhululi wethu"
"Vieni con me e salvami"
La canzone tradizionale xhosa - un'invocazione mistico/religiosa- è nella colonna sonora di "Invictus". In questo video - lo spot per la birra sudafricana- anche Victor Matfield (con la salvietta in testa), Percival Montgomery, John Smit, Schalk Burger, Os Du Randt e altri Springboks campioni del mondo nel 2007.
venerdì 12 febbraio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
"Non ho mai più rivisto la finale"
mercoledì 10 febbraio 2010
Dò sempre retta all'istinto

«Dò sempre retta all’istinto, le storie e i film vengono prima di tutto da lì. Freeman mi ha inviato la sceneggiatura, era scritta molto bene e la storia ha colpito subito la mia immaginazione, ho pensato che era perfetta per lo schermo. Mi piaceva l’idea che Mandela, una persona che ho sempre ammirato, avesse pensato di unire un Paese sull’orlo della guerra civile, così diviso e così pieno di problemi, attraverso il rugby. E' stato un modo creativo di mettere insieme persone su posizioni opposte" (Clint Eastwood parla di "Invictus")
martedì 9 febbraio 2010
Corri, trenino, corri
"Shosholoza
Ku lezontaba,
Stimela siphum' eSouth Africa
Wen' uyabaleka
Wen' uyabaleka
Ku lezontaba
Stimela siphum' eSouth Africa"
"Vai avanti
su queste montagne
trenino del Sudafrica
corri lontano
tra queste montagne
trenino del Sudafrica" ".
"Shosholoza", la canzone dei minatori dello Zimbabwe che si recavano in treno nelle miniere sudafricane, nella bellissima versione di Overtone e Yollandi Nortjie della colonna sonora di "Invictus". La canzone, cantata sugli spalti degli stadi dai Sudafricani, divenne celebre in tutto il mondo durante i mondiali di rugby del 1995.
lunedì 8 febbraio 2010
Le mie scarpe da rugby


"Ho vissuto otto anni in Sudafrica negli anni oscuri dell'apartheid, quando era impensabile sperare che le cose potessero cambiare. Sono arrivato in Sudafrica nel 1963 quando ero ancora un adolescente, l'anno in cui Nelson Mandela fu arrestato a Rivonia e iniziò il primo dei suoi 27 anni di prigionia. Giocavo a rugby nella squadra studentesca del Liceo di Johannesburg. Amavo questo sport per la sua potenza, la sua velocità, il lavoro di squadra. Niente era più prezioso per me delle mie scarpe da rugby. Poi, nel 1971, sono stato espulso dal Sudafrica per aver partecipato alle proteste anti-apartheid all'Università di Johannesburg, dove ero stato prima studente e poi ricercatore. Ho abbandonato la mia famiglia, i miei amici e le mie scarpe da rugby, e un Paese affogato nell'oppressione. Le condizioni peggioravano continuamente, mentre il governo bianco Nazionalista schiacciava il movimento di liberazione nero, e solo pochi liberali bianchi si opponevano all'apartheid. Molti miei amici sono stati arrestati e hanno passato anni al confino prima di essere condannati all'esilio. Ecco perchè, guardando "Invictus", il film sugli sforzi di Nelson Mandela di unificare il Paese attraverso la sua squadra di rugby, gli Springboks, guardando i bianchi Springboks che vanno a insegnare il rugby negli slums di Soweto, guardando la squadra che vince il primo match, e poi canta "Nkosi Sikelele Africa" - l'inno nazionale del Sudafrica dopo l'abolizione dell'apartheid - prima della finale di Coppa del Mondo contro gli All Blacks che è il momento topico di questo film, ecco, per tutte queste ragioni io ho pianto. Ho pianto per la gioia, per l'incredulità, per la speranza, per la nostalgia di casa."Non puoi capire cosa significhi per me", ho detto a mio figlio quando siamo usciti dal cinema" (Andrew Rock, giornalista, oggi vive negli Stati Uniti). Nella foto sopra, Nelson Mandela e il capitano degli Springboks Francois Pienaar si stringono la mano dopo la finale dei Campionati del Mondo 1995 tra Sudafrica e All Blacks, e nella foto sotto Morgan Freeman e Francois Pienaar ripetono la stessa scena in "Invictus".
domenica 7 febbraio 2010
Waitangi Day

Maori e Pakeha ("Normali" e "Bianchi", ovvero nativi e bianchi di origine anglosassone-caucasica) celebrano il 5 e 6 febbraio in tutta Aoteaoroa il Waitangi Day, il giorno che commemora la sigla del Trattato di Waitangi che nel 1840 riconobbe reciproci diritti tra Maori (riconosciuti anche come membri dell'Impero Britannico) e Pakeha. Il Waitangi Day si può considerare la giornata della Riconcilazione, ed è festa nazionale dal 1973.
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